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Il nipote del Negus

Andrea Camilleri

Il nipote del Negus

Prezzo online:
€ 13,00



€ 0,40Che cos'è?


Listino
€ 13,00
Editore
Sellerio
Collana
La memoria
Data uscita
25/03/2010
Pagine
224, brossura
Lingua
Italiano
EAN
9788838924538

Nell’agosto del 1929 il nipote del Negus Ailé Selassié si iscrive alla Regia Scuola Mineraria di Vigàta. La cosa provoca un generale scompiglio: al nipote regale deve essere riservata una accoglienza all’altezza del suo rango; questo è l’argomento dell’esilarante corrispondenza tra ministero degli Esteri, Prefetto, Questore di Montelusa, federale di Vigàta, direttore della scuola, ognuno preoccupato, in realtà, di salvare il posto. Dalla scuola viene allontanata qualche testa calda e il principe viene accontentato in ogni suo desiderio. Amante della bella vita, elegante, Grhane Selassié non bada a spese, si fa confezionare abiti ricercati e, visto che i soldi del governo etiopico non bastano mai, comincia a fare debiti. Per di più è un impenitente vitellone e le amanti non si contano. Le cose precipitano quando il nipote viene sollecitato - su idea di Mussolini in persona - a scrivere una lettera di sperticati elogi sul fascismo, lettera da indirizzare allo zio Ailé Selassié; la cosa, infatti, potrebbe tornare utile nel contenzioso tra Italia ed Etiopia sui confini con la Somalia. Il nipote del Negus si fa pregare, poi cerca di sottrarsi e, mentre traballano ministri, prefetti e questori, la vicenda diventa farsa. Con 'Il nipote del Negus' - costruito come 'La concessione del telefono', in una trama fatta di missive, telegrammi, articoli e proclami, dispacci governativi, conversazioni - Camilleri torna alla sua vena più antica, quella più irriverente e comica che fa pensare al Birraio di Preston. E lo fa con quell’intelligente e contagioso divertimento, con quella mescolanza tra storia e fantasia che i suoi lettori conoscono.

Parole chiave laFeltrinelli
narrativa di ambientazione storica,narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)
Genere
letteratura italiana

la Community

Spassoso

Scritta il: 31 agosto 2010

Veramente divertente ricorda la Concessione del telefono. Imperdibile.

GIAN MARCO
gmbroggini

esilarante

Scritta il: 27 agosto 2010

Quando è uscito il Nipote del Negus, avendo letto che era paragonato come stile a "La concessione del telefono" ho temuto che fosse una sorta di "ripetizione", e si sa spesso i libri successivi scritti sulla falsa riga di quello che ha riscosso un notevole successo possono deludere, perchè certe vene geniali non si ripetono. Non è stato così, la vena geniale, irriverente, intelligente di Camilleri è originale, più in forma che mai. E' vero, il Nipote del Negus, come La concessione del telefono, non è un vero romanzo, ma una cronistoria fatta di lettere ufficiali e ufficiose, di telegrammi, dispacci governativi e ordini scritti, e dopo ogni blocco di lettere riporta brevi conversazioni che si sono tenute, in un circolo, in un bar, in una camera da letto coniugale, l'effetto è esilarante come non mai, e come nelle più autentiche commedie all'italiana, è tutto un crescendo di equivoci, supposizioni, deduzioni errate dei vari personaggi coinvolti, in un clima di inizio fascismo dove l'esaltazione è al massimo. Il merito maggiore di Camilleri, in queste ricostruzioni documentate, è saper coniugare in un canovaccio di storia autentica, la fantasia, che seppure tale non si discosta dalla realtà. A differenza de La concessione del telefono, dove la corrispondenza riportata è autentica -e questo aggiunge divertimento al divertimento- ne Il nipote del Negus, Camilleri utilizza il linguaggio tipico degli atti del fascismo, per costruire una storia ispirata ad un fatto vero, e lui lo definisce un "falso autentico". Comunque, sia come sia, ci sono dei passaggi da ridere a lacrime. E ciò che mi ha divertito moltissimo, e immaginarmi lo stesso Camilleri che se la ride sornione ...

Mara Vincenza
Nausica

il nipote del negus

Scritta il: 26 agosto 2010

Un Camilleri al massimo della forma,in questo romanzo ci offre un mix di fatti storici e verosimili invenzioni letterarie. Ambientato durante il ventennio fascista, del quale traccia un ritratto quanto mai veritiero facendo trasparire " quel clima di stupidità generale, tra farsa e tragedia, che segnò purtroppo un'epoca". Il romanzo scritto in forma di dossier, è tutto un susseguirsi di verbali, articoli di cronaca, lettere private e ufficiali, stralci di conversazioni. Il protagonista è il giovane Ghane Sollassie Mbassa, nipote diretto del Negus, re d'Abissinia. Il ragazzo studia nella regia scuola mineraria di Vigata, ma non si limita allo studio, egli infatti ama la bella vita e sa divertirsi. Questo suo comportamento mette in difficoltà i vari camerati,prefetti,questori, che hanno l'ordine di " tamponare le sue marachelle" poichè S.E. Benito Mussolini da lui si aspetta un contributo alla soluzione diplomatica delle divergenze con il re abissino. Romanzo imperdibile, a tratti esilarante, che invita a riflettere su come certe situazioni, a distanza di quasi un secolo, non siano cambiate.

crimo
crimo

farsa e tragedia di regime

Scritta il: 01 agosto 2010

L'arrivo a Vigata, per studiare, del giovane principe Grhane Sollassie' Mbssa, che è tutt'altro che uno stinco di santo, mette in luce <<il clima di autentica stupidità generale, tra farsa e tragedia, che segna il periodo fascista>>.

riccardo.masciello
riccardo.masciello

ironico

Scritta il: 04 maggio 2010

La storia è narrata come ne La concessione del telefono: lettere, telegrammi e stralci di parlate. E' una scrittura efficace e la storia come al solito non è banale: si cerca di gabbare e si viene gabbati. 272 pagine di ironia allo stato puro nello stile inconfondibile di ANdrea Camilleri.

ziacassie
ziacassie


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